emily

perché emily? perché proprio lei?
martedì, 27 maggio 2008

emily non tradisce ramon sì

emily per questo non fece mai una piega alle risolute disamine che il lui marito aveva la costanza di intraprendere nelle trasparenti occhiaie di lei tradita dal suo stesso tradimento. ( e periodi sfacciatamente lunghi e ben articolati nei discorsi di discolpa non tralasciavano nessun particolare e per questo tralasciavano tutto e, in primo luogo, la cosa più importante) : emily sapeva fingere al punto da dare l'idea chiara e precisa di essere stata altrove ma non con una delle sue amiche. ( e in giri convulsi di frasi non aveva la fermezza di non arrossire alla domanda su cosa stesse facendo ramon che da un po' non si vedeva in giro). emily non poteva chiudere in poche parole le cirostanze emotive che la sconvolgevano dentro come canna al vento.
emily ritrovò d'un tratto la salvezza e il richiamo del piccolo fece naufragare fortunamente i dibattiti dell'anima e le ragioni del cuore di lui e di lei non si corrispondevano nelle ritmiche approntate da sistole e diastole e le costole stringevano un respiro come risalendo a galla da fondali cristallini dopo un tuffo nella superficie piatta del mare e non prima di corse tumultuose e urlate nelle spensierate derive dell'amore segreto.

emily che bella madre e che istinto! emily che lei il tradimento non lo sporcava e non lo racimolava così solo per noia ma perché ogni donna vive un'altra vita e un'altra vita darà alla luce, mica come loro -amante e marito- che attribuiscono nomi alle cose senza potersi dare l'aria di avervi spruzzato anche un po' d'anima.

questo è. e così deve andare. le meccaniche armonie della carne e della vita.

postato da dis alle ore 23:25 | link | commenti
categorie: racconto, variante
lunedì, 19 maggio 2008

per lo più toeletta


emily si assicurò di aver chiuso la porta di casa facendo pressione sulla superficie scura con la sinistra dopo aver dato, con la destra, l'ultima mandata di chiave che intanto, attaccata alle altre, tintinnò in fondo alla borsetta bianco panna, dove si confuse ad altri oggetti, per lo più toeletta.

Fu l'inizio di tutto.
Scivolando via per le scale sfiorò le cassette della posta con la coda dell'occhio. Gettò uno sguardo d'indifferenza all'ultimo scalino e fu sul marciapiede, poi attraversò la strada strusciando nello spazio soffocante tra due auto parcheggiate fino al marciapiede opposto. Piovigginava. C'era un sole intermittente. 

emily allungò la mano nella borsetta e cercò ciecamente il telefonino: "fossi nata nell'ottocento..." le pesava comporre numeri e chiamare, le pesavano le decisioni vere, quelle che non aveva mai preso. Per questo era lì, il sole intermittente proporzionale alla pioggia timida e invadente, sul marciapiede lercio, con la borsetta al braccio, il cellulare in mano e sul volto un disgustoso ghigno di stanchezza e delusione.

postato da dis alle ore 18:52 | link | commenti
categorie: racconto, variante
sabato, 19 aprile 2008

emily mi ha detto

emily mi ha detto che la vita è un fantasma nel cuore della notte una spina nel fianco un periodo troppo lungo senza virgole né pause un fiume pulito dove guizzano occhi una collina coperta di glicini e rose.

emily mi ha detto che la vita passa come una musica portata dal vento da una finestra aperta da una stanza grande in cui giocano bambini.

emily mi ha detto che la malinconia quando ti prende non puoi farci nulla e significa che eri felice e sarai ancora felice e che nessun abbandono potrà mai farti capire l'importanza di amare momento per momento
e momento per momento pensi sempre al domani e la disperazione ti coglie e ti strappa come si strappa un fiore delicatamente da mettere in un vaso sulla credenza accanto a una foto di te quand'eri bimbo e giocavi e immaginavi a come sarebbe stato da grande e non vedevi l'ora di diventare grande per fare tutto quello che vuoi e ora sei grande e non puoi fare tutto quello che vuoi perché non sei più un bambino.

emily mi ha detto che basta che era stanca ed è andata via ma sarebbe ritornata certo sarebbe ritornata e io l'aspetto sempre perché lei mantiene le promesse e io le credo.

postato da dis alle ore 11:13 | link | commenti
categorie: racconto
venerdì, 18 aprile 2008

emily distratta

emily ridona senso ai pochi attimi del cielo quando nubi cavalcano spinte da venti arroganti e intermittenti nugoli di luce pennellano prati vasti ai margini della città assonnata.
emily leggeva.
emily non disegna luoghi e tempi e delinea musiche come lunghe coste frastagliate e alte sul mare quando le onde sembrano divorare il mondo.
emily ricordava.
emily cammina stretta stretta al vuoto verso destinazioni ignote in cui è convinta di trovare pace e gioia e la solita armonia che ci fa amare gli altri.
emily giocava.
emily richiude il libro alla pagina in cui il protagonista sembra parlare al suo indirizzo e lei sorride lusingata come se ad un tratto tutto il male dell'universo fosse scomparso.
emily sognava.
emily che non aveva più rifatto il letto dopo aver dormito assieme al suo ultimo uomo che se ne andò lasciandole desolazione e rabbia sul comodino accanto alla radiosveglia rotta che segnava sempre la stessa ora.
emily aveva preferito il divano per abbandonare il corpo al destino che la voleva sola per vocazione o per l'abitudine di rinunciare alla facile certezza del futuro di madre e donna e moglie.
emily aveva amato troppo senza pretendere troppo.

 

postato da dis alle ore 18:16 | link | commenti
categorie: racconto
sabato, 05 aprile 2008

emily felice

emily felice e cammina lieve con un leggero oggi ed un passato piuma e il refolo di vento del futuro.
emily nel sogno di ramon che legge e conta nuvole come in un racconto fatto bene scritto da un tempo delicato.
emily distratta dalla gente abbracciata a un altro uomo che le dà l'idea di esser nuovamente sana.
emily che scorda e vive come se mai fosse passata dal non-ritorno della depressione e i bimbi giocano.
emily che i suoi sono lontani e lui chissà che fa.
emily ora non ci vuole più pensare e non ce la fa a pensare e di nuovo ragazzina e di nuovo amore e amore e amore.
emily che passa felice e delicata soffiata via dal vento gambe come onde vaporizzate dagli scogli.
emily in un attimo leggera mentre corre via ramon sulla sua bici a casa.
emily scomparsa e di nuovo qui a brillare nel sottofondo blu di un sogno che mai s'avvera e sempre accade nel sottobosco segreto nei quaderni di ramon.

postato da dis alle ore 00:27 | link | commenti
categorie: racconto
giovedì, 03 aprile 2008

emily non parla

emily non parla.
emily cammina e vorrebbe levitare per non sporcare il fondo della strada.
emily non sogna.
emily non vuole.
emily giocava e scordava coi suoi figli le bastardate della vita.
emily rideva.
emily non soffre.
emily e i suoi figli lontani chissà dove lontani dal suo cuore.
emily non piange.
emily non dorme.
emily e le notti bianche e l'infinito amore e l'infinite fiabe.
emily viveva.
emily non sente.
emily e lunghe passeggiate e il sole gonfio del tramonto.
emily non ricorda.
emily non legge.
emily e le feste e i pranzi di natale e la neve che copriva ogni rabbia.
emily non scorda.
emily non ama.
emily la madre emily la donna emily ragazza bellissima e innocente.
emily non odia.
emily capisce.
emily perché e come sei caduta e perché nessuno lo sapeva che eri morta dentro.
emily aspettava.
emily sperava.
emily che il tempo avrebbe risolto e tutto poi va meglio.
emily mi guarda lo so o me lo immagino e le sorrido.
emily scuote il capo e fa spallucce che va tutto bene e mi consola.
emily incoraggia sempre chi sta meglio di lei.
emily sorriso emily ti aiuta emily ti dice che la vita è bella.
emily in un'altra dimensione.
emily che vende il suo coraggio e la sua gioia senza nulla in cambio.
emily ora deve andare e la vedo allontanarsi delicatamente come dentro un sogno.

postato da dis alle ore 18:16 | link | commenti (2)
categorie: racconto
giovedì, 27 marzo 2008

ramon non ha capito niente oppure ha capito tutto o forse qualcosa sì e qualcosa no

emily si ribellò e pretese due punti aperte virgolette
senza ottenere nulla
emily sentiva d'essere guarita per sempre e desiderò
tutto doveva essere suo
emily chiamò la sua amica del cuore
che non era una cardiologa e che le rispose scusandosi e che gli impegni la soffocavano
manco fosse una cardiologa vera
emily s'impuntò e fece un giro di telefonate tutte o quasi naufragate in voci di segreteria che le rispondevano scusandosi con la solita scusa del cellulare spento o irraggiungibile
emily quasi quasi si ammalava di nuovo ché per compassione qualcuno l'avrebbe cercata

e ramon la chiamò
emily rifiutò la chiamata
emily considerò ramon un ottimo capro espiatorio

ramon non ha capito niente oppure ha capito tutto o forse qualcosa sì e qualcosa no
emily non era ancora guarita del tutto

postato da dis alle ore 19:34 | link | commenti
categorie: racconto
sabato, 08 marzo 2008

emily ipnosi al fruttivendolo

emily di ramon non seppe nulla ed era libero per questo di essere chiunque. emily sottratta alla dialettica reale e imbarazzata come un corpo nudo tra ghiacciai dopo secoli di anni.
emily disarticolava allora dischi in fretta al microfono e mandava assoli per intrattenere il fiato tra una microinformazione e l'altra.

emily pensava a ramon più di quanto facessi io nel fingere che emily e ramon potessero pensarsi a vicenda restando all'oscuro della mia presenza?

 

 

postato da dis alle ore 22:16 | link | commenti
categorie: racconto
venerdì, 07 marzo 2008

emily a chi se ne va

emily diceva lusingata dagli avvenimenti e dei passati. emily sostava per delle ore. emily ad elemosinare tempo.

emily diceva e adulava l'amore suo per chi se ne andava. emily razionalizzava in forma afasica le due o tre parole che associava al vuoto pieno di parole non piene come il lascito di pioggia nella pozzanghera per strada la mattina soleggiata dopo la notte di tempesta.

emily però vedeva ancora piovere ma era felice e lo stato di grazia che la sosteneva era un impeccabile impermeabile.

(emily pubblicò per privarsi ancora una volta del dubbio. emily andò a cercare un termine più elegante per definire l'impermeabile. emily non era puntigliosa ma aveva troppo tempo da perdere tra una crisi e l'altra prima di un altro arresto spazio-temporale.)

 

postato da dis alle ore 14:40 | link | commenti (2)
categorie: racconto
giovedì, 06 marzo 2008

emily di pioggia

emily di pioggia si divora.
emily di pioggia accanto a rivoli di ottone scuro lungo piccoli tappeti prossimi a voragini come buchi neri ai bordi della strada luccicante e ferma nel semaforo con i colori espansi.

emily di pioggia come miraggio dall'asfalto d'afa e più vicino ora all'espansione timbrica del rosso semaforico.
emily di pioggia si scosse dopo l'acqua sotto la tesa in marmo del palazzo che le indicava labbra inarcate all'insù e disapprovazione orizzontale sull'altalena della testa.

emily di pioggia scosse la testa per mostrare un no.
emily di pioggia sorrise e scese l'ultimo gradino davanti alla serranda chiusa dei subway bagni pubblici.

emily lì era meno di pioggia. emily asciutta sfiorò la pelle e premette. emily calda chiuse gli occhi e attese che i suoi cani facessero il loro quotidiano giro per il corpo.

postato da dis alle ore 22:11 | link | commenti
categorie: racconto

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